“Benvenuti sul Montello sarà il vostro inferno”- stava scritto su uno striscione esibito durante una manifestazione sulle sponde del Piave.Terribile!

L’inferno è offerto e popolato da diavoli: esseri malvagi, prepotenti subdoli e violenti!

Coltivare la malvagità verso altri esseri umani è un atteggiamento che deve essere moralmente condannato e non offre alcuna soluzione al problema dell’emergenza umanitaria che ci interroga su quali comportamenti adottare per una pacifica ed equa convivenza con chi, come ogni essere umano, ha diritto alla vita. 

La Storia si ripete da quando in Italia e in Germania il germe dell’odio razziale, alimentato da crisi sociali e degli ideali, aprì l’inferno dei campi di concentramento ed il fuoco dei forni. Lo sterminio fu definito e pianificato come “soluzione finale” dei problemi conseguenti alla presenza di “diverse” minoranze etniche.

La condanna decisa verso chi alimenta e sparge odio non esime però dall’affrontare con fermezza il problema di nuovi equilibri sociali in quest’epoca di cambiamenti economici, culturali interni al sistema occidentale ed imposti da flussi migratori in continua crescita.

Che fare nel breve termine? 

Le azioni sono sempre conseguenti agli obiettivi che ci si prefigge; ne assumiamo due come priorità:

  • lavoro ai giovani e sostegno alle famiglie; 
  • ordine pubblico e sicurezza fisica, patrimoniale e sociale. 

Per il primo obiettivo non basta invocare una ripresa che tarda a venire, ma da subito si possono adottare politiche e singoli comportamenti finalizzati ad un’equa ripartizione del lavoro (poco) che c’è, chiedendo a chi detiene il potere della finanza ed il controllo di mezzi di produzione di capire che le speculazioni a breve e la corruzione travolgeranno anche loro ed in tempi molto brevi. Ad ognuno di noi si pone l’obbligo di non essere “avidi”, di dire no al doppio lavoro, se il primo è stabile e dignitosamente retribuito o si gode di un’ equa pensione, no all’evasione fiscale, cancro che ammala e mina la società alle sue fondamenta. Principi che tanto più valgono quanto più si ricoprono posizioni di prestigio e di elevata professionalità alla quale potrebbero accedere giovani e non giovani preparati invece di emigrare in stati stranieri.

Il secondo obiettivo ci chiama in causa per porre in essere, come cittadini, forme di controllo sociale in collaborazione con le varie forze dell’ordine sull’esempio del “Controllo di vicinato”: guardiamoci senza odiarci!

Infine per l’accoglienza diamo più poteri ai Sindaci, ma anche più responsabilità ed obbligo di rispettare gli indirizzi regolamentari e di legge sotto la vigilanza e la collaborazione delle Prefetture e degli organi di controllo di cui l’Istituzione statale è dotata, in un quadro di equilibrio tra risorse ed impegni.

Risposte immediate che dovranno accompagnare processi di pacificazione all’interno del mondo islamico del Nord Africa, Sub-sahariano e del Medio ed Estremo Oriente.

E’ fondamentale coniugare rigore con equità e giustizia per tutti, bandendo ogni forma di espressione di odio scellerato.

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