image“Le Ulss, per funzionare e garantire i servizi ai cittadini hanno bisogno di risorse, altrimenti si parla del niente. La situazione al Pronto soccorso di San Donà di Piave è oltre il livello di guardia: la scorsa settimana l’attività è andata in tilt a causa della rottura di un apparecchio in Radiologia, sono stati sospesi esami per alcune ore e bloccati anche interventi in codice rosso, con gli operatori del Pronto soccorso che hanno invitato i pazienti meno gravi ad andare altrove, evitando un’inutile e lunga attesa”. I consiglieri veneziani del Partito Democratico Francesca Zottis e Bruno Pigozzo tornano a chiedere chiarimenti sul futuro del Pronto soccorso dell’ospedale di San Donà e più in generale di tutta la Ulss 10, con un’interrogazione a risposta scritta. “Episodi analoghi si ripetono con preoccupante frequenza e, al di là dei problemi tecnici, sono una spia d’allarme sulle potenziali carenze di personale e sulle lacune del sistema assistenziale territoriale che come Pd stiamo denunciando da tempo. È la stessa Regione che per anni ha sotto finanziato questa Azienda, i numeri parlano da soli: i contributi annui pro capite per l’Ulss di Belluno, per esempio, ammontano a 1.812 euro, 1.771 quelli per Adria e 1.753 per Venezia, mentre al Veneto Orientale ne arrivano appena 1.500. Una disparità di trattamento che non è neutra e ha oggettivamente delle ricadute negative sui servizi agli utenti”. “Perciò – concludono Zottis e Pigozzo – vogliamo sapere se la Giunta, al di là di generiche dichiarazioni d’intenti, ha in programma interventi organizzativi per i Pronto soccorso dell’Ulss 10, fornendo risorse economiche e personale, in modo da ridurre, se non eliminare, i disagi che ogni giorno penalizzano i cittadini e gli stessi operatori”.

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