Oggi è emerso con chiarezza il fallimento del “Sistema Project financing Veneto”. Da anni come PD abbiamo denunciato queste cose a partire dall’insostenibilità dei flussi di traffico e quindi la necessità di fare infrastrutture in modo diverso.
La Pedemontana è un’infrastruttura già in parte realizzata che va completata e, come ricordato dal capogruppo Fracasso, dopo 10 anni il Consiglio ha potuto discutere della Pedemontana ma è stato messo di fronte al fatto compiuto, quando ormai i buoi erano scappati dalla stalla!

Il Pd cosa avrebbe fatto?nozaia
1. Avrebbe progettato meglio l’opera;
2. Non avrebbe sbagliato i conti;
3. Non avrebbe raccontato bugie e cambiato idea svariate volte.
Consapevoli della situazione attuale e della necessità di non appesantire ancora i cittadini come ad esempio gli espropriati, il PD insieme a Cristina Guarda (Lista Moretti Presidente) ha fatto alcune proposte precise:

  • se si riteneva che SIS non fosse affidabile si poteva valutare l’ipotesi di risoluzione del contratto con un nuovo affidamento: soluzione sicuramente complicata, dato che ci sono altri soggetti che hanno partecipato o avrebbero voluto partecipare alla gara e che quindi potrebbero intervenire con contenziosi, quindi non è detto che mantenere la convenzione con il concessionario sia la via più agevole. Inoltre siamo convinti che ci sia un forte rischio per le casse della Regione, perché è tutto da dimostrare che il piano finanziario stia in piedi o meno. La garanzia che i 300 milioni vengano recuperati in un solo anno non è scritta da nessuna parte, neanche nel Fiscal compact, ma solo nella proposta che ci viene presentata;
  • spalmare il contributo in tre anni, diminuendo il carico sul bilancio annuale, in modo che la leva tributaria da attivare sia molto più bassa (almeno la metà), mettendo alla prova il concessionario;
  • agire su Irap, o un mix Irap-Irpef, intervenendo solo sui redditi più alti.

Ad oggi rimangono ancora dubbi sui flussi di traffico che in commissione e in consiglio non sono stati dipanati:

  • Perché è stato sospeso il giudizio sui flussi di traffico?
  • Perché una manovra che ora pesa in modo netto su 600 mila contribuenti veneti e sulle casse della Regione non ha visto una analisi costi/benefici anche in termini ambientali e sociali come avviene non solo nel resto dell’Europa, ma anche in Italia, quando si parla di grandi opere strategiche?

Se le cose non funzioneranno come previsto chi pagherà? Smettiamola con le prediche e si avvii con il Governo Nazionale e le istituzioni competenti un dialogo serio!

E come se non bastasse, in questo fallimento viene richiamato lo Stato ad intervenire per salvare il tanto sbandierato Veneto Autonomo. Giova tra l’altro ricordare che Roma ha già versato 614.910.000 € per questo progetto.
Va fatta chiarezza su tutti i project e del sistema infrastrutturale Veneto e vedremo se la Giunta avrà il coraggio e la capacità di affrontare questa problematica e liberare la Regione dai vincoli capestro dei project.

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