L’attivazione di quanto previsto nel comma terzo dell’articolo 116 della Costituzione non può che derivare da una valutazione delle opportunità che l’autonomia differenziata può comportare alla comunità veneta, sulla base delle sue esigenze presenti e, soprattutto, future.
L’autonomia è uno strumento per assicurare modalità di governo più efficienti ed efficaci, più prossime ai cittadini, laddove opportuno, in grado di valorizzare peculiarità e potenzialità della società regionale.
L’autonomia deve essere innanzitutto leva di sviluppo, sostenibile e solidale, che permettere di “investire” sui fattori decisivi della crescita: il capitale umano (istruzione e formazione, tutela della salute), il capitale naturale (tutela e governo del territorio), il capitale economico (lavoro, innovazione, ricerca, giustizia di pace).
In questo processo di differenziazione vanno pertanto riconosciute le competenze utili e prioritarie a questo fine e quelle non opportune o marginali. Altrettanto vanno riconosciute quelle competenze che potenzialmente trasferibili, hanno assunto nel tempo valenze di evidente dimensione nazionale o sovranazionale, sia sotto il profilo normativo che sotto quello regolatorio.
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