La Regione ‘spedisce’ Cavallino Treporti nell’Ulss Veneto orientale nonostante la contrarietà del Comune, violando anche la legge e ancora non ha rimediato allo sbaglio. Un pasticcio inammissibile che testimonia l’irresponsabilità totale della maggioranza.

Al termine dell’audizione in Quinta commissione del sindaco di Cavallino Treporti, insieme al collega di Boara Pisani, in merito alla riorganizzazione delle Aziende sociosanitarie sancita dal Pdl 23 sappiamo che entrambi stanno aspettando che la maggioranza corregga i propri errori: Cavallino Treporti è passata dalla Ulss Serenissima al Veneto Orientale, mentre Boara Pisani è stata inserita nella Ulss Euganea quando, di fatto, i suoi abitanti gravitano sulla provincia di Rovigo.

Oltre a questo hanno evidenziato una violazione normativa, in quanto non è stato richiesto, come previsto dalla legge, il parere preventivo dei Comuni. Come se non bastasse non ci sono certezze in termini di servizi e qualità degli stessi, in conseguenza delle scelte della Regione. I Comuni non possono fungere da ammortizzatore: non dimentichiamo che sono i sindaci coloro che si misurano direttamente e quotidianamente con i cittadini su un tema delicato come quello della sanità e del sociale. Di fatto emergono due enormi criticità: nessuna progettualità in termini di organizzazione di servizi e di sostenibilità e nessun rispetto delle istituzioni, con il tentativo di risolvere un dibattito ventennale attraverso una forzatura politica. La Regione non può essere gestita come una proprietà partitica, la maggioranza deve cominciare a capire che territori e minoranza non sono bamboline da accontentare, ma sono fatti da persone che hanno diritto di pretendere fino in fondo di conoscere e di poter discutere delle proprie idee fino in fondo.

Certo è singolare che il presidente della Quinta commissione Boron dica che il parere legislativo sullo spostamento dei comuni da una Ulss ad un’altra era stato richiesto e dato a febbraio del 2016. Questo significa che l’emendamento di settembre 2016 che ha proposto il cambio di Ulss di Cavallino e Boara non è stato un errore, ma una volontà. Crediamo che con questo atteggiamento sia stata persa una buona occasione per costruire percorsi veri e partecipati con i territori, che potevano portare a soluzioni ben più vantaggiose. Un problema, creato dalla maggioranza, che ha provocato una lesione istituzionale gravissima: ora è la stessa maggioranza a doverlo risolvere. L’attesa però è scaduta, basta giocare a scaricare le colpe, traducano in legge quanto promesso a parole sulla stampa.

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