“La Giornata mondiale contro la violenza sulle donne è una ricorrenza importante per fermarci a pensare su una strage troppo spesso lontana dai riflettori: 116 le vittime nei primi dieci mesi dell’anno secondo il rapporto dell’Eures, con tre femminicidi su quattro che avvengono in ambito familiare. Questo tema dovrebbe essere più spesso al centro dell’agenda politica e non solo, quindi accogliamo ben volentieri l’appello del Sindacato dei giornalisti del Veneto per arrivare alla firma di un Protocollo donne e media con il Corecom, così come è stato realizzato in Emilia-Romagna e Lazio”. In una nota il gruppo consiliare regionale del Partito Democratico dà il proprio sostegno all’iniziativa della Fnsi regionale, alla vigilia della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne che si celebrerà domani e vedrà poi il culmine nella manifestazione di sabato “Non una di meno”, in programma a Roma.
“Gli abusi, purtroppo, sono molti di più di quelli fotografati dai numeri, visto che la maggior parte avviene tra le mura domestiche e c’è ancora troppa paura a denunciare – prosegue il comunicato dei consiglieri democratici – Secondo i dati di Iris, il Coordinamento dei Centri antiviolenza del Veneto, dal primo gennaio al 31 ottobre le richieste di aiuto sono state 1524, 1091 le donne italiane e 350 le straniere, mentre in 83 casi non hanno potuto rilevare la nazionalità: la metà di loro ha figli minori, vittime indirette della violenza a cui hanno assistito. Per fare un passo in avanti decisivo oltre a un forte impegno istituzionale, anche in termini di risorse economiche, occorre una battaglia culturale e per questo l’informazione può giocare un ruolo fondamentale. Siamo d’accordo con il Sindacato dei giornalisti quando afferma che troppo spesso l’abuso sul corpo delle donne viene trattato come materia per incrementare audience o vendere maggiori copie, dando spazio a un sensazionalismo davvero fuori luogo e che fa male alle donne, al giornalismo, alla comunità, aggiungendo violenza a violenza. Per questo sollecitiamo che si arrivi a una condivisione reale di un Protocollo con il Corecom, come già avvenuto in altre regioni”.

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