Pensavamo che il Consiglio Regionale partecipasse alle celebrazioni per i 150 anni dal referendum sull’annessione del Veneto all’Italia del 1866, ma siamo trasaliti nel vedere che l’unica iniziativa presa è stata la presentazione, l’acquisto e l’invio alle biblioteche pubbliche di un volume, quello scritto da Ettore Beggiato, che contiene solo tesi e opinioni che diversi storici autorevoli hanno già dibattuto e confutato.
In occasione della ricorrenza dei 150 anni dal referendum del 21 e 22 ottobre 1866 questa mattina, nel corso di una conferenza stampa convocata a palazzo Ferro Fini, abbiamo avallato la proposta, presentata da Oliviero Cassarà dell’associazione “Comitato Bandiera italiana 17 marzo”, di chiedere alla Regione Veneto il patrocino all’opera di Angela Maria Alberton “Finché Venezia salva non sia – esuli e garibaldini veneti nel Risorgimento”, distribuendolo in scuole e biblioteche, come significativo gesto in seguito a quello concesso al libro di Ettore Beggiato “1866: la grande truffa”.
“Non siamo ovviamente per la censura e l’eliminazione di testi – ha spiegato il vicecapogruppo Pd Piero Ruzzante – ma contestiamo la scelta di diffondere una voce unica e non confrontarla con altre visioni, oltretutto pagando con soldi pubblici. Vorremmo che tutti potessero conoscere ed essere orgogliosi dei numerosi veneti che contribuirono al Risorgimento: erano in 150 nella spedizione dei Mille, seconda regione dopo la Lombardia”.
Qui non si tratta di negare i conflitti o ribadire dati precisi, ma non è possibile che venga negato il plebiscito, soprattutto con la partecipazione di un’autorità che dovrebbe essere di garanzia, Questo significherebbe tradire le fondamenta stesse del nostro Stato. Chiedo che sia dato il patrocino anche al libro di Angela Maria Alberton e che si possa aprire un confronto su quanto successo in quegli anni.
Alla conferenza hanno preso parte il primo ideatore dell’iniziativa, Oliviero Cassarà del Comitato Bandiera Italiana 17 marzo (“La storia non deve essere addomesticata” la sua sintesi), il professore dell’Università di Padova Fabio Marino, che ha illustrato brevemente la situazione storica del Lombardo-Veneto all’epoca del passaggio all’Italia, Floriana Pizzetto dell’Anpi (“La Regione dovrebbe indire subito delle giornate di studio” la sua richiesta), Maria D’Arconte del Faro Tricolore di Desenzano del Garda e Franco Munarini dell’Ana.
“Quello del referendum non è un piccolo episodio – tira le somme Ruzzante – E le piccole contraddizioni che lo hanno riguardato non possono negare il sentimento popolare Veneto dell’epoca. 20.000 abitanti coinvolti nel Risorgimento, Giuseppe Marchetti di Chioggia, solo undici anni, come esempio tra i Mille di Garibaldi, assieme a una moglie che accompagnò il marito travestita da uomo. Quello descritto da Beggiato è un Veneto che, con tutta evidenza, non è mai esistito. Chiediamo perciò formalmente a Ciambetti e Zaia di fare un gesto riparatore”

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